Giovedì, 20 Luglio 2017 12:05

Il protocollo ITACA come sistema di certificazione ambientale (ma l'APE non bastava ?)

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"Cos'è il protocollo Itaca ?
E' uno strumento "oggettivo" (quindi basato su un sistema di punteggio fondato su calcoli) per la valutazione del livello di sostenibilità ambientale di  un edificio.
Alla domanda: “dai calcoli dell'APE, il mio edificio, risulta classe di efficienza energetica A4. Non è già sufficiente questo risultato per stabilirne il  livello di sostenibilità ?”
La risposta è no.
Chiariamo il perché.

L'APE è l'Attestato di Prestazione Energetica e misura quanta energia primaria consuma un’abitazione. L'energia primaria è l'energia legata al gas, al petrolio e ad altre fonti che sono generatrici di gas a effetto serra (CO2). Quindi dire che un’abitazione è classe di efficienza energetica C piuttosto che A1 indica che nel primo caso consumo più energia primaria rispetto al  secondo . Per ottenere quindi una casa ad alta prestazione energetica (oggi la massima classe è A4) bisognerebbe investire sugli isolamenti (cappotti termici, infissi, isolamento tetto, ecc) e produrre quanta più energia possibile da fonte rinnovabile (solare termico, fotovoltaico, biomassa, pompa di calore) che naturalmente vanno a sostituire le fonti primarie (gas, petrolio, olio). Quindi l'APE è un misuratore della prestazione energetica del ns sistema edificio-impianto, e non valuta altro.
Critiche possibili all'APE sono:
- è una mera previsione progettuale (non ci sono test sperimentali per valutare se l'APE corrisponde alla realtà)
- manca il controllo energetico dell'APE nel tempo (come degrada la prestazione energetica?)
Spesso infatti capita che costruzioni nuove vengano classificate come classe A4, ma nella realtà consumino molta energia primaria (vuoi per errate valutazioni sui materiali effettivamente utilizzati nella realizzazione dell'opera, oppure per sistemi di controllo inefficienti, ecc).
Insomma tra l'APE documentale e la prestazione energetica effettiva ci passa un mare....

Il protocollo ITACA è un metodo di valutazione che in una certa misura ingloba anche l'APE, ovvero è fortemente legato alla prestazione energetica, ma  in parte. Il protocollo ITACA si pone l’obiettivo di classificare un edificio in base al livello di sostenibilità attraverso l’analisi delle seguenti 5 aree di valutazione :

   1. Qualità del sito (riutilizzo del territorio, adiacenza ad infrastrutture, ecc.)
   2. Consumo di risorse (approvvigionamento energia primaria, materiali, involucro, ecc.)
   3. Carichi ambientali (emissioni di CO2, impatto acque reflue e rifiuti solidi, ecc.)
   4. Qualità ambiente indoor (comfort abitativo)
   5. Qualità del servizio (sicurezza in fase operativa, funzionalità ed efficienza, mantenimento in fase operativa)

All’interno di ciascuna area di valutazione sono state poi individuate una serie di categorie nelle quali il tema energetico (calcoli inerenti la % di utilizzo di energia primaria e rinnovabile, le emissioni di CO2, ecc.) è comunque centrale ma non è l'unico. Ovvero non si può affrontare il protocollo ITACA se non si segue l'attuale normativa energetica e le procedure di calcolo normate (Dlgs 192/2005, 311/2006, DPR 59/09, Dlgs 28/2011, Dlgs 90/2015), ma nello stesso tempo non è l'unico aspetto che viene trattato per poter quantificare "la sostenibililtà ambientale"

Già dalle 5 aree di valutazione, E' chiaro che quando si applica il protocollo ITACA si valuta oltre la prestazione energetica anche altri indicatori di sostenibilità tipo:
- il livello di urbanizzazione del sito (presenza di autobus, ferrovia, ecc.)
- l'utilizzo di materiali rinnovabili
- il riutilizzo dei materiali
- il consumo di acqua
- la produzione di rifiuti (solidi e liquidi)
- la ventilazione
- il benessere visivo
- il benessere acustico
- l'inquinamento elettromagnetico

ovvero tutto ciò che rientra nell’ambito della sostenibilità ambientale, secondo una visione a 360°.

Le valutazioni, per ogni categoria e con “pesi” differenti, si basano su criteri abbastanza oggettivi.
Il risultato finale che si ottiene, con l’applicazione del Protocollo, ITACA  è un punteggio che va dal valore max di +5 (alta sostenibilità ambientale), ad un minimo di -1 (scarsa sostenibilità ambientale).

Dall'applicazione pratica in alcuni progetti, posso assolutamente affermare che ottenere un punteggio pari a 5 è praticamente impossibile. Già ottenere un punteggio medio di 3 è un ottimo valore.


A conclusione alcune faq:

A) Chiunque può applicare ITACA? No. Ci sono figure preposte, tecnici (ingegneri, geometri, architetti) iscritte in apposito albo regionale e/o nazionale (dopo aver seguito un corso ed sostenuto un esame), che diventano certificatori ambientali.

B) Quali sono i vantaggi di ITACA? Alcune regioni danno la possibilità di usufruire di bonus volumetrici (es. piano casa) oppure ridurre tasse tipo IMU, oneri di urbanizzazione secondaria

C) il protocollo ITACA è unico? No. Esiste un modello di riferimento per le regioni italiane (SBMethod di iiSBE) in grado di adattarsi a contesti e caratteristiche territoriali specifici di ogni regione (ogni regione può particolareggiarlo), mantenendo uno schema di punteggio e di pesatura uguale per tutti.  Inoltre esistono protocolli ITACA per il residenziale, per il settore scolastico, ecc.


 

___________

con la collaborazione dell'ing. Maria Luisa Pascuzzi (iscritta nell'albo "Esperti ITACA Avanzato" per la regione Calabria)

Letto 81 volte Ultima modifica il Giovedì, 20 Luglio 2017 19:32
ing. Carmine Manfredi

L'ing. Carmine Manfredi è un libero professionista e si occupa nella propria attività di Termotecnica, Fonti Rinnovabili & Efficienza Energetica nell'ambito civile ed industriale.

 

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